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La notte prima di partire Himalaya
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La notte prima di partire

Sensazioni…

Si viaggia per vivere il momento, per non tornare come si è partiti, perché noi viaggiatori siamo dei veri e propri collezionisti di emozioni

Nella periferia di Kathamndu vicino a Boudhanath ero riuscito ad entrare nel monastero di Kopan nonostante la struttura fosse chiusa al pubblico.

Mi era stata concessa una visita limitata e così ne avevo approfittato subito per chiedere a uno dei tanti monaci se potevo visitare anche i giardini e sedermi a meditare per qualche minuto.

Mi era stato concesso anche questo e così poco dopo mi trovai avvolto in un silenzio bellissimo e chiusi gli occhi.

Pensai alla sera prima di partire, alle sensazioni che avevo provato e alle aspettative sulla mia nuova avventura.

Un viaggio porta sempre con se innumerevoli sensazioni, momenti indelebili, inizia ancora prima di essere a destinazione.

Viviamo la fase della preparazione, dell’attesa e infine, la sera prima della partenza, quel momento in cui hai già posizionato lo zaino vicino alla porta, hai controllato i documenti, gli orari dei voli più e più volte ci pervade quell’euforia, quell’agitazione in tutto il corpo e tutto si ferma.

Abbiamo così tanta voglia andare, di vivere il nostro viaggio che iniziamo a giocare con la mente, con la nostra immaginazione e anche se sdraiati ancora nel nostro letto, in realtà siamo già partiti.

Immagino di essere all’aeroporto, sento il rumore del motore dell’aereo, vivo quel momento in cui si staccherà da terra e sarò in aria lasciandomi alle spalle la quotidianità, il lavoro e tutti i pensieri.

Cerco di immaginarmi il profumo dei luoghi, perché si, tutti i luoghi hanno un proprio profumo ed è bello abbinarli e ricordarli.

Mi vedo per le strade affollate delle città, tra le tante bancarelle e i vari mercati, tra le innumerevoli vie dei quartieri, assaggiando nuovi e diversi piatti. Mi vedo perdermi nella natura dei luoghi che non conosco e mi vedo impegnato a imparare al meglio le abitudini di una nuova cultura.

La notte prima di partire Nepal

Perché viaggio…

Io parto per viaggiare, non per fuggire, parto per vedere e curiosare una parte di mondo, parto per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo e conoscere nuove persone. Durante un viaggio si fanno sempre nuove conoscenze, la tribù dei viaggiatori è numerosa.

E’ bello partire per vedere nuovi tramonti, nuove albe, per sporcare e consumare le scarpe lungo la strada di una nuova e fantastica avventura.

Nello zaino che porto sulle spalle infilo tutto quello che nei mesi ho vissuto, condiviso, sofferto e amato, lasciando spazio alle incognite.

Porto con me una macchina fotografica per immortalare i colori e fermare il tempo e un piccolo quaderno da riempire di ricordi e momenti vissuti.

Sono pronto per vivere la mia vita senza darla per scontata perché ogni giorno può essere quello giusto per inseguire i propri sogni, non dobbiamo sprecare tempo verso le emozioni negative e non dobbiamo dare mai nulla per scontato, dobbiamo respirare ed ascoltare il nostro battito e il ritmo della vita.

Una mano mi tocca dolcemente la spalla, è un monaco che mi avvisa che il mio tempo è finito. Riprendo il mio zaino, ringrazio per l’ospitalità ed esco dal monastero, torno in strada, torno a viaggiare, torno a vivere.

Una volta a casa avrò di nuovo il tempo per pensare a tutto quello che avrò visto e fatto, ai posti visitati, alle persone incontrate, fermerò di nuovo i miei pensieri.

Sarò di nuovo disteso sul mio letto, appoggerò la testa sul mio cuscino, dove infondo ci sentiamo tutti più sicuri, dove le emozioni della sera sera prima di partire si trasformeranno in ricordi del viaggio vissuto.

Instagram: rubens_cerutti

Ciao! Siamo Rubens e Serena di Pavia Viaggia.

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