Messico in Pillole

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Scritto da Rubens Cerutti – Edited by Serena Gorla

Si va in Messico!

Sono sempre stato attratto da questa terra, dal mare e le sue sfumature di azzurro, le lunghe spiagge di sabbia bianca, le rovine Maya e i diversi cenotes, immersi nella natura.

Per chi non ha troppi giorni a disposizione il Messico propone un suo itinerario classico, un mix di mare, natura e storia. È un paese facile da girare, ci si può organizzare con i bus locali che coprono le diverse tratte principali, si può optare per i taxi privati o i “collectivos” condivisi con altre persone dove ognuno paga la propria tratta, oppure si può noleggiare una macchina per essere comodamente autonomi e non dover dipendere dagli orari degli autobus. Io ho scelto quest’ultima opzione e una volta arrivato a Playa del Carmen dall’aeroporto (poco più di un’ora), ho dato inizio al mio viaggio.

Playa del Carmen

Quasi tre chilometri di Avenida costeggiano questa oasi balneare, ricca di ristoranti e negozi di souvenir, che rumoreggia durante il giorno, ma che prende letteralmente vita la sera. Playa del Carmen è sicuramente una delle zone più turistiche del paese, ma ciò nonostante merita di essere visitata, per il suo mare caldo, le sue lunghe spiagge e la possibilità di organizzare diverse passeggiate ed escursioni a piedi o noleggiando una bicicletta.

Copán il sito archeologico della civiltà Maya

Una mattina di buon’ora mi sono diretto a Copán il sito archeologico proclamato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, attraversato dal fiume Chamelecon a pochi chilometri dal confine con il Guatemala, per visitare le diverse sculture più famose della civiltà Maya. Si tratta di un enorme complesso che si sviluppa su diversi livelli immerso in una vallata verdissima abitata da svariati e coloratissimi uccelli che ti svolazzano sulla testa. Il sito è diviso in diverse aree, la più famosa è sicuramente la scala geroglifica, ricca di pietre scolpite e glifi. Oggi la scala si trova in uno stato molto degradato, ecco la risposta all’enorme copertura che preclude gran parte della visuale aiutando però a conservare le rovine.

Io ho avuto la fortuna di trovarmi in questo luogo qualche anno fa, quando la copertura non era presente e conservo nella mente la bellezza del sito e le sue meraviglie sotto la luce del sole.

Le meraviglie di Chichen Itza

Il sito archeologico di Chichen Itza è il complesso storico e religioso delle rovine Maya e “El Castillo” è la più importante piramide conosciuta al mondo.

Può essere stancante visitarlo sotto il sole, ma ne vale assolutamente la pena, d’altra parte parliamo di una delle sette meraviglie del mondo, anche se con gli anni è diventato un’autentica attrazione turistica, con l’invasione di innumerevoli bancarelle che non fanno altro che togliere bellezza a questo posto. Mi sono fermato sino all’ora del tramonto osservando il sole che andava a nascondersi per poi sparire dietro le piramidi, godendomi il gioco d’ombre creatosi su di esse. La sera radunati su delle sedie, nello spiazzo principale ho ammirato lo spettacolo di luci proiettate sulle piramidi, in silenzio ad ascoltare i racconti delle guide che narrano della storia del complesso e della popolazione Maya.

Alla scoperta delle grotte naturali, i Cenotes

Ho guidato sino a Valladolid, una cittadina coloniale nel centro della penisola dello Yucatan abitata principalmente da popolazioni Maya, per poi avventurarmi alla ricerca di uno dei tanti cenotes che si presentano in due tipologie: quelli completamente all’aperto e quelli “chiusi”. I primi avvolti tra liane e rami sono delle grotte immerse nella vegetazione, di origine calcarea formatesi col tempo, delle vere e proprie meraviglie naturali. Visitarle è una di quelle esperienze da ricordare e lo è ancor di più gettarsi nelle sue acque cristalline, dal fondale meraviglioso.

I cenotes chiusi sono grotte sotterranee a cui è possibile accedere tramite scale scavate nella roccia per poi entrare in un ambiente umido, ma ricco di fascino e mistero, illuminato solamente da fasci di luce che penetrano dalle piccole fessure del terreno. Restare in silenzio chiudendo gli occhi per alcuni minuti, sotto un soffitto di stalagmiti e stalattiti è qualcosa di magico e suggestivo.

Tulum e Sian Ká An, la riserva naturale tra delfini e tartarughe

Ho raggiunto Tulum e le sue rovina Maya a circa 60 km da Playa del Carmen, questa costa caraibica è una zona molto turistica dove è possibile noleggiare una bicicletta per passeggiare tra le vie del piccolo centro tra ristornati e negozi. 

Tulum regala piacere e relax con un sito archeologico tutto da visitare, con spiagge di sabbia finissima come Playa Paraiso o come quella delle tartarughe Caretta Caretta dove è vietata la balneazione per non recare disturbo.

Molto interessante è l’escursione alla Biosfera di Sian Ká An, una riserva naturale patrimonio dell’umanità, un mix perfetto tra natura e animali liberi. Da Tulum si guida per circa un’ora su strada sterrata in mezzo alla giungla per poi arrivare ad una zona paludosa tra le mangrovie abitata da molti uccelli e diversi alligatori. Proseguendo, il verde del mare lascia spazio ad un azzurro brillante dove si fatica a distinguere il confine del cielo. Entrando in acqua, decine di delfini incominciano a prendere confidenza e ad avvicinarsi, così come le grandi tartarughe.

Ecco cosa mi piace di un viaggio, scoprire ed essere a contatto con le meraviglie della natura, animali liberi come la mente di un viaggiatore sulla sua strada. 

Cancun

L’ultima destinazione è stata Cancun, forse la tappa meno interessante, la più turistica. Cancun è la zona “hotelera” tra laguna e oceano, una grande distesa di cemento dove svariati resort e hotel si affacciano sul mare. Tantissimi negozi alla moda si riversano sulle strade, qui è dove il turismo americano e messicano ci concentra maggiormente e dove a costi accettabili si possono fare ottimi acquisti, ovviamente senza perdere l’abitudine di contrattare. 

Cancun la sera prende vita con le sue luci, i ristoranti, i tanti bar e le discoteche, con i suoi ballerini, acrobati, cantanti. Il locale più conosciuto è certamente il famoso Cocobongo location di una delle scene del film The Mask con Jim Carrey. Insomma se cercate serate movimentate siete arrivati nel posto giusto.

Il Messico è stato dove per alcuni attimi mi sono potuto isolare dal resto del mondo e godere del silenzio e della bellezza della natura.

Ho assaporato questo paese con la stessa gioia di una cerveza al tramonto… a ritmo messicano, lento e tranquillo. La vita dovrebbe essere vissuta con la stessa calma.

Ciao! Siamo Rubens e Serena di Pavia Viaggia.

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