Colombia – Cartagena in Pillole

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Si, ok per molti Cartagena è turistica, ma come si fa a non amarla?

Questa città, riconosciuta patrimonio dell’ Unesco, è un esplosione di colori, un labirinto di viuzze suddivise in “Carrere”, palazzi coloniali con i propri balconi alcuni fioriti davvero particolari, ma soprattutto volti allegri e sorridenti ad ogni angolo e bambini che ti corrono in contro chiedendoti di fare una foto insieme.

Fa caldo è vero, la maglietta fatica a stare asciutta, ma poco importa, il vento, l’aria fresca che si percepisce è piacevole e porta con sé l’odore di salsedine del mare caraibico.

Inizio la scoperta della città, varcando la Porta dell’Orologio la “Ciullad Amurrala” ossia la città circondata dalla lunga muraglia, ancora in ottime condizioni e ben conservata.

Visito Plaza de los Coches e osservo le carrozze con i cavalli in attesa di turisti, attraverso Plaza de la Aduana per poter vedere e visitare la chiesa di San Pedro Claver che al tramonto colpisce per il suo colore rosato grazie ai riflessi della luce. È proprio vero che i colori del crepuscolo sanno illuminare ogni cosa e rendono le città magiche.

Accanto alla chiesa merita di essere visitato il Museo di Arte Moderna e in strada si possono vedere diverse opere lavorate in ferro battuto.

Una delle piazze più colorate che incontrerete e che non dimenticherete sarà Plaza de Bolivar, con i suoi artisti di strada, i suoi edifici storici che la circondano come la Catedral Santa Catarina, il Museo de l’Oro y Arquelogia e le signore colombiane sorridenti con i loro cesti di frutta in testa.

Se è vero che ci sono attrazioni a pagamento che mi hanno sempre dato fastidio come ad esempio tenere una scimmietta in catene, non ho provato fastidio a pagare qualche moneta per farmi fotografare con queste donne vestite in modo sgargiante, forse anche loro calate in un copione da interpretare nei confronti dei turisti, ma oltre a una bella foto ricordo, potete sempre acquistare una fetta di ananas o della frutta.

Se decidete che è già ora di acquistare qualche souvenir non potete non far visita a Las Bodegas, le celle coloniali convertite a botteghe artigiane risalenti all’epoca coloniale, qui a suon di piacevoli e divertenti contrattazioni, riuscirete a portarvi a casa dei bellissimi acquisti.

Continuando a camminare potete scegliere se in strada o sulle mura, potete fermarmi ad ammirare una magnifica vista sull’oceano per poi con piacere visitare il quartiere di Getsemani, abbandonando le mura della città e facendosi rapire dalla bellezza dei colori, graffiti, murales ed i balconi caratteristici.

Arrivo al Castillo de San Felipe ma prima mi fermo per una foto ricordo davanti alla scultura de Los Zapatos Viejos, le famose scarpe giganti uniche al mondo. Il castello si trova in cima ad una collina dove si ha una vista sul mare e su tutta la muraglia, la visita comprende anche l’ingresso al convento ed al suo cortile.

Non fatevi intimidire dalla paura di visitare la città di notte, Cartagena è una località turistica molto controllata e sicura, con polizia presente anche a cavallo. Insieme ad amici, dopo aver mangiato qualcosa in un ristorante, raggiungo uno dei tanti bar locali affollati dove passare la sera a ritmo di salsa e di cumbia.

Quando decido di lasciare la città e di recarmi in una località di mare, tra le spiagge dell’arcipelago del Rosario scelgo Isla Barù, ma al posto di raggiungerla con una delle tante lance, in partenza dal porto, opto per un bus. I contatti più veri avvengono spesso usando mezzi locali, anche se scomodi e sgangherati, capita sempre che qualcuno ti chieda da quale parte del mondo tu venga, per poter intavolare un dialogo, due parole e ricevere quella cultura locale che nemmeno un libro o una brochure potrebbe darti.

Attraverso un canale su una chiatta, ne approfitto per abbandonare il sedile scomodo del bus e restare in piedi su quelle assi di legno che galleggiano a filo dell’acqua.

Una spiaggia di sabbia bianca finissima, una mare caldo e acqua cristallina questa è la Playa Blanca di Isla Barù dove mi godo i giorni di relax tra una escursione e l’altra e se è vero che i paradisi tropicali esistano, io ne ho scoperto uno.

Per scoprire le altre meraviglie del mondo ho continuato a viaggiare…

Ciao! Siamo Rubens e Serena di Pavia Viaggia.

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