Possiamo viaggiare senza sapere l’inglese?

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Scritto da Rubens Cerutti – Edited by Serena Gorla

Ma è possibile prendere e partire senza conoscere perfettamente la lingua inglese?

Si viaggia con le gambe, con il cuore, con la passione di quello che si sta vivendo, possiamo usare il linguaggio del corpo, gesticolando con le mani, le braccia, muovendo la testa e con le espressioni della bocca, sorridendo sempre.

Si, secondo me si può viaggiare anche senza sapere la lingua alla perfezione.

Negli anni ho viaggiato tanto, tra un continente e l’altro, il mio è un inglese basico che è andato però via via a migliorare proprio grazie alle mie avventure, grazie al contatto con le persone locali, grazie alle esperienze con altri viaggiatori e alle diverse disavventure.

Oggi viaggiare è sicuramente più semplice, guardando al passato i grandi esploratori non sapevano le lingue, partivano e basta, alla scoperta di nuove terre. Anche noi viaggiatori siamo in qualche modo degli esploratori, partiamo per farci catturare dalle meraviglie del mondo, a volte in cerca di risposte, a volte semplicemente per raggiungere mete tanto inseguite nei nostri sogni.

Oggi con l’avvento della la tecnologia siamo molto più avvantaggiati, io ad esempio una delle prime cose che faccio appena arrivo in un nuovo paese è quella di acquistare una Sim Card Locale, utile per le mappe, per comunicare a casa e per utilizzare le diverse applicazioni presenti sul telefonino, una su tutte Google Translate.

Ora, non voglio certo paragonare piccole traduzioni con delle vere e proprie conversazioni, se si ha la fortuna di sapere la lingua non può che essere un vantaggio, interagire con le persone è un qualcosa di fantastico e le difficoltà che si incontrano nel pianificare gli spostamenti e trovare un posto per dormire vengono sicuramente ridotte.

Io però sto parlando di sopravvivenza, sto parlando a tutte quelle persone che non partono solo per paura di non farcela a causa della lingua.

L’inglese si impara proprio viaggiando, si impara lasciando da parte la timidezza, è proprio gettandosi nella mischia dicendo un sacco di cavolate che impareremo, non dobbiamo mai farci frenare dalla paura di sbagliare.

Siamo Italiani, non dimentichiamo la nostra capacità nel gesticolare, imparare una lingua non significa cambiare il nostro modo di essere quindi anche in giro per il mondo usiamo il linguaggio dei gesti, siamo maestri in questo, vi assicuro aiuterà moltissimo.

In certi paesi in cui sono stato, mi sono trovato in situazioni in cui non avevo alcuna connessione ad internet, la gente non parlava una sola parola di inglese e chi lo faceva aveva un livello molto, ma molto più basso del mio. Sono riuscito grazie ai gesti e a pochissime parole a farmi capire, a comunicare, è proprio vero che certe situazioni sanno tirare fuori il meglio di noi.

In viaggio è sicuramente indispensabile l’uso della testa, a volte ce la dimentichiamo davvero appoggiata da qualche parte. Piccoli trucchi, possono fare la nostra fortuna.

Buona abitudine è annotarsi sempre le destinazioni su un foglio di carta o meglio ancora se dovete fare degli spostamenti fateveli scrivere dalle persone locali. La nostra pronuncia potrebbe portarci a salire su un autobus o un treno sbagliato ecco perché in un ipotetico itinerario, annoto sempre le mete che ho intenzione di raggiungere. Lo stesso discorso vale per il nome degli ostelli o dove abbiamo deciso di alloggiare, mostrate sempre a chi vi accompagna il nome della struttura, sbagliare può essere davvero facile.

Una volta perfezionato il nostro piano e preso visione dei piccoli trucchi di sopravvivenza avremo la nostra risposta…

Si, viaggiare è possibile anche senza conoscere a perfezione la lingua perché in fondo abbiamo solo bisogno di avere un po’ di coraggio.

Ciao! Siamo Rubens e Serena di Pavia Viaggia.

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