Primo viaggio in solitaria

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Edited by Rubens Cerutti & Serena Gorla

Nessuno meglio di noi stessi sa cosa ci rende davvero felici e tutto quello che possiamo fare è cercare e capire come raggiungere la propria felicità.

Può capitare un momento particolare della nostra vita in cui le cose non vanno come vorremmo e ci poniamo una domanda: “e ora cosa faccio?”

Può capitare di avere bisogno di nuovi stimoli, di avere mille pensieri per la testa e forse la cosa più semplice che possiamo fare è ascoltare il cuore, muovere il nostro corpo verso un qualcosa di nuovo, cercando di farci travolgere.

Si può pensare di uscire di casa e di mettersi in viaggio, non importa se per una meta lontana o vicina, l’importante è partire.

Le esperienze fatte viaggiando, gli incontri lungo la strada hanno il potere di farci aprire gli occhi, di regalarci quella dose di felicità che stavamo cercando perché diciamolo essere felici è una gran cosa!

Quando poi sarà il momento di tornare a casa capiremo di aver fatto la scelta giusta ad aver intrapreso quella nostra avventura e inevitabilmente capiremo quanto saremo cambiati.

Nicola un bel giorno, ha deciso di dedicarsi del tempo, ha deciso che doveva fare qualcosa per sé stesso…

Vi racconto la storia del mio ultimo viaggio, il primo in solitaria, uno dei più belli che abbia mai fatto.

Non che prima non viaggiassi ma ho sempre avuto qualcuno al mio fianco, prima la famiglia poi gli amici o la fidanzata.

La fine del 2015 per me è stata molto traumatica, perché ho preso una decisione molto importante e dolorosa, ho lasciato la mia compagna con la quale avevo dei progetti di vita molto importanti ma che purtroppo non realizzeremo più assieme.

Non sapendo dove andare sono tornato a casa di mia madre, che è pur sempre casa mia, ma dopo 4 anni che vivevo fuori potete immaginare quanto possa essere stato difficile.

Per affrontare questo momento complicato ho deciso che dovevo fare qualcosa per me, che mi facesse stare davvero bene, per ripartire e pensandoci bene una delle cose che più mi piace è viaggiare.

Ho sempre inteso il viaggio come un momento dove macinare più strada possibile allontanandomi da casa, ma ciò che davvero mi arricchisce è vedere, conoscere, assaggiare cose nuove. Quindi a differenza delle ultime volte ho deciso di non allontanarmi troppo e sono rimasto in Italia, vicino a casa.

Sapete cos’è il Couchsurfing? In poche parole persone che viaggiano si mettono in contatto con gente locale disposta ad ospitarli in casa propria senza chiedere soldi in cambio. C’è anche chi non ha la possibilità di ospitare ma che vuole incontrare viaggiatori per uno scambio culturale.

Questo per molti significa semplicemente trovare un posto dove dormire gratuitamente, per molti altri invece significa entrare veramente in contatto con il territorio, conoscere chi vive lì, scoprire le storie legate a quei luoghi, vedere gli scorci che il turista medio si perderebbe, trovare i posti giusti dove andare a mangiare. Possiamo affidarci alle guide turistiche o a Tripadvisor ma una persona del posto ben informata sarà sempre la cosa migliore.

Così facendo mi sono dato solo una direzione da seguire e un limite di distanza da non superare. Vado a est e non supero le 5 ore di macchina da casa, che si trova a metà strada tra Pavia e Milano.

Un paio di tappe sicure e poi quel che viene viene. Padova, Bassano del Grappa, Aquileia, Grado e Trieste erano i posti che mi interessavano e che volevo vedere. Durante il viaggio chiedendo consigli sul mio itinerario alle persone che mi hanno ospitato ho aggiunto: Cittadella, Marostica, Treviso, Cividale, Gorizia, Redipuglia e la grotta di San Giovanni d’Antro. Qualche posto l’ho visto da solo e qualcun altro accompagnato da loro.

Questa è stata un’esperienza incredibile, che mi ha messo in contatto con gente locale, disponibile a mettere a disposizione il loro tempo ed aprirmi le porte di casa loro, in cambio di nulla, anche se io avevo per tutti un regalo, una busta di zafferano prodotto da mio padre.

Quando si decideva di mangiare in casa se non c’era niente, andavo a fare la spesa e cucinavo qualcosa io. In altri casi essendo un fisioterapista mi sono messo a sistemare qualche schiena o qualche caviglia. Eravamo sconosciuti che condividevano storie, tempo, un bicchiere di vino e un piatto caldo.

Ho conosciuto gente nuova, capace di farmi stare bene, capace di farmi capire che non sono l’unico ad essere così “strano” nell’affrontare la vita, che non sono l’unico ad avere paura, a sentirsi inadeguato a doversi mettere alla prova e che ho tutte le carte in regola per essere un uomo.

Ho vissuto momenti belli, felici, ma ho provato anche sconforto in certi momenti in cui ero solo. Ho percorso 1200km in 8 giorni obbligandomi a non fare più di 400km al giorno. Non ho quasi mai acceso la radio, ho ascolato il mio silenzio, il mio disagio, per capirlo, per affrontarlo, per accettarlo e per superarlo.

Una volta tornato ero davvero felice dell’esperienza fatta, ricaricato e pronto ad affrontare un nuovo anno all’insegna del cambiamento e sicuramente con tante storie da raccontare.  

Ho già la testa al prossimo viaggio; 650 km in bici in solitaria sempre cercando di conoscere gente locale che mi ospiti ed entri a far parte del mio viaggio.

Buon viaggio a tutti. Nicola

Ciao! Siamo Rubens e Serena di Pavia Viaggia.

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