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Cuba primi passi verso la felicità

Cuba: primi passi verso la felicità

Può un viaggio cambiarti la vita?

Pare proprio di si, a me è successo davvero!

…è il 2004 quando arrivo a Cuba insieme a Max, la prima volta a 26 anni con uno zaino sulle spalle e con un’avventura da vivere a zero comfort.

Posso dire senza vergogna che non ero molto preparato.

Ritiro zaini e controllo passaporto

Quel timbro… sentito tante volte, oggi ha un suono diverso da tutti gli altri, particolare, pura libertà, sfrontatezza e incoscienza.

Ci gettiamo tra le strade cubane, costeggiamo le case colorate, respiriamo l’atmosfera della città, percorriamo il Malecòn, siamo davvero all’Havana!

Diari, suggerimenti su come comportarsi a Cuba e sembrare meno turisti possibili, consigli per non essere raggirati e… appena fuori dall’albergo Max sfoggia un cappello da Cow Boy e io occhiali fiammanti e vistosi. Il tempo di una birra e un ragazzo Cubano si avvicina e ci chiede: Italiani?

Bastano quattro chiacchiere per convincerci a scambiare 200 dollari in pesos locali per le spese quotidiane facendoci credere che avremmo risparmiato un sacco di soldi.

Risultato finale, questi pesos non bastano nemmeno per pagare le nostre birre.

“Max, potevamo farne di cazzate, ma fidarci del primo pirla che passava per strada per scambiare dei soldi proprio no.”

“Siamo proprio due imbecilli!”

“Siamo all’Havana da meno di un giorno e già mi girano le palle! Cosa dici se torniamo in hotel prendiamo i nostri zaini e ce ne andiamo di corsa?!”

“Taxiiiii!”

La prima casa particular non si scorda mai

Arriviamo a Guanabo, nella nostra prima casa particular che condivideremo con dei ragazzi di Brescia.

Adelina la padrona di casa è da subito adorabile, è una donna curiosa e quando scopre che in Italia lavoro come cuoco mi porta subito in cucina. Finiremo per preparare la cena per tutti quanti.

L’indomani mattina diamo una svolta al nostro viaggio, decidiamo di noleggiare un’auto. C’è un problema, la carta di credito di Max non viene accettata nonostante la sua banca gli avesse assicurato il contrario.

“Ru cosa facciamo?”

“Non lo so Max, possiamo utilizzare solo la mia carta che ha un limite, ovviamente dobbiamo mangiare, pagare la benzina e dormire, abbiamo qualche dollaro e i pesos cubani con i quali al massimo ci compriamo due banane”

“Quindi?”

“La noleggiamo ugualmente, poi qualcosa ci verrà in mente!”

La stessa sera in una discoteca conosciamo Gigi, un ragazzo cubano presentatoci dagli amici Bresciani e tra un mojito e un altro parliamo del nostro itinerario, si offre di accompagnarci e farci da guida.

Mettiamo subito in chiaro che non abbiamo un soldo per pagarlo, ma Gigi accetta ugualmente, non ha mai visto i posti che vogliamo visitare e dice che sarebbe una bella occasione anche per lui.

Cuba on the road

Sulle strade cubane

Alle prime luci del mattino lasciamo così Guanabo alle nostre spalle.

Siamo i padroni della caretera, arriviamo a Cienfuegos, dove Gigi ci invita a fare visita a sua sorella che abita proprio qui e potrebbe ospitarci.

Serve benzina… in tasca solo qualche dollaro e i fottuti pesos!

“Dei pesos Cubani ? Vanno benissimo per comprare la benzina al mercano nero” esclama Gigi.

“In mano vostra non valgono nulla, ma nelle mie possono valere oro!” si vanta compiaciuto.

Guidiamo per stradine secondarie, seguendo fedelmente le indicazioni del nostro nuovo eroe poi ad un incrocio ci fa fermare. Non c’è anima viva, tempo cinque minuti ed ecco spuntare gente da ogni angolo.

“Gigi porca puttana dove cazzo ci hai portato”

“Tranquilli, tranquilli, fidatevi di me… datemi i pesos”

Scendiamo dall’auto restando qualche passo indietro, salutiamo, dispensando sorrisi a tutti senza però togliere gli occhi da Gigi.

È fatta! Dei ragazzini con delle taniche fanno il pieno.

Scivoliamo di nuovo in macchina e ripartiamo a tutto gas!

Conosciamo la sorella di Gigi che dice dispiaciuta “Dovevi avvisarmi! In qualche maniera avremmo risolto. Non c’è spazio per tutti, non posso ospitarvi”

Sembra proprio che non ce ne vada una giusta… Dobbiamo raggiungere Trinidad e trovare una sistemazione per la notte.

Quando arriviamo è già buio, costeggiamo la litoranea e assistiamo alla spettacolare migrazione dei granchi di terra, i cangrejo, che a migliaia dalla foresta si riversano in massa su strade per andare verso l’acqua.

Gigi ci spiega che non è raro trovare strade chiuse al traffico causa “attraversamento granchi”.

Cerchiamo di evitarli, ma non sempre ci riusciamo poi… finalmente le luci di un’abitazione dove chiediamo ospitalità, ci va bene qualsiasi cosa. Passiamo la notte sul pavimento di una rimessa, il garage della casa.

Il paradiso esiste: spiaggia, sole e mare

Dopo una notte quasi insonne, direzione Playa Santa Maria con le sue spiagge ancora incontaminate.

Salutiamo Gigi lasciandolo in paese… in questa riserva è vietato l’ingresso ai Cubani.

Passiamo un posto di blocco doganale, lasciamo le strade asfaltate e prendiamo un sentiero polveroso che ci immerge nella natura selvaggia.

Fin dove possiamo arriviamo in auto, poi dobbiamo proseguire a piedi, tra numerosi cespuglio all’improvviso ci accoglie una laguna incontaminata, sabbia bianca e acqua cristallina. Un vero e proprio paradiso, siamo solo noi e la natura!

Oggi Playa Santa Maria è una zona di residence e villaggi dove il business del turismo ha preso il sopravvento… che peccato! Il turismo…

Visitiamo velocemente Remedios e dopo un’ora di viaggio arriviamo a Santa Clara, siamo più o meno al centro di Cuba. Non può mancare la visita al Mausoleo dedicato al comandate Ernesto “Che” Guevara.

La sera, dopo cena siamo seduti in un bar a bere mojito, Max vorrebbe trovare un locale più movimentato dove bere, ballare e poter fare casino.

Mi sembra giusto, dobbiamo festeggiare… siamo a metà del nostro viaggio!

Vi ricordate i pesos cubani e le parole di Gigi? Vi posso assicurare che in mano loro valgono davvero oro!

Una sbornia del genere rientra tra le migliori sbornie della mia vita, almeno nelle prime dieci!!!

Cuba Santa Clara, chiesa

Un inaspettato risveglio

A parte un grandissimo mal di testa al risveglio abbiamo almeno 50 sms sul cellulare!

Ci sono amici e famigliari che ci chiedono dove siamo e se stiamo bene!? Perché!?

A Cuba è in arrivo un uragano!!!

Porca puttana… pure l’uragano ci mancava!

Raggiungiamo il salotto della casa che ci ospita dove troviamo già i nostri padroni di casa con la TV accesa e Fidel Castro intento in un suo discorso di incoraggiamento. È tutto vero: c’è un uragano in arrivo si chiama Charley e in serata è previsto il suo arrivo all’Havana.

Conservo ancora l’articolo del giornale del giorno dopo:

L’ingresso dell’urgano è previsto per la sera stessa, accompagnato da venti sostenuti a 165 km orari che puntavano sulla parte occidentale dell’isola di Cuba, Charley diveniva così un sistema potenzialmente distruttivo, e purtroppo ne darà in seguito prova. Cuba la parte ad ovest de la Havana veniva investita dall’uragano ma è successivamente al passaggio sull’isola che Charley diventava prima di categoria 3 e quindi un ora dopo esattamente alle 2 pomeriggio di venerdì 13 agosto di categoria 4, con raffiche a 230 km orari.

La fortuna per una volta ci assiste, ci troviamo lontani dall’Havana possiamo posticipare il nostro ritorno.

Ritorno al Km 0

Destinazione Varadero ma dopo nemmeno due ore scappiamo a gambe levate. Facciamo rotta verso Guanabo, dove il nostro viaggio è iniziato, passiamo attraverso delle favelas di un paesino e verso sera ecco le luci della città che avevamo abbandonato una decina di giorni prima.

Mi trovo in strada a fumare una sigaretta quando Max mi raggiunge e dice “lo sai vero che non abbiamo un soldo e non abbiamo un posto per dormire?”

“Lo so bene, sto aspettando una botta di culo infatti!” Ci guardiamo in faccia e scoppiamo a ridere.

Questa è in assoluto l’esperienza più cazzuta della mia vita e non è ancora finita…

Ci raggiunge anche Gigi.

“Ragazzi volevo ringraziarvi è stata un’avventura incredibile, mi avete permesso di vedere parte della mia terra che non avevo mai visto e rivedere mia sorella. Mi avete offerto cibo e fatto sentire come un fratello, grazie davvero. Programmi?”

“Non abbiamo un soldo, chiameremo casa per capire i tempi di un eventuale bonifico.”

“Potete venire a stare da me e inoltre mia mamma è una grande cuoca.”

Max mi guarda e mi dice: “positività?”

“Nooo botta di culo… !!!”

Chi ha di meno ha sempre di più da dare

La casa di Gigi si trova in una zona residenziale sempre vicino a Guanabo, una casa umile e povera, ma va benissimo è un lusso e una fortuna per noi e la sua Mami è di una dolcezza incredibile.

In quel momento, in quella situazione, in tutta la loro semplicità Gigi e la Mami erano la cosa più bella che ci potesse capitare.

Mi alzo con la febbre, mi mancava anche questa! La sera decido di recarmi in ospedale per un consulto. Responso: placche in gola e cura a base di penicillina. Per sette giorni, punture sia alla mattina che alla sera. Max inizia ridere contagiando anche me… la cura di penicillina è proprio la ciliegina sulla torta della nostra tragicomica avventura.

Non era proprio questa la botta di culo che intendevo!

Tornati a casa la febbre continua a salire, è parecchio alta. Mami si offre subito di farmi la prima puntura tirando fuori da un cassetto una siringa lunga come una bottiglia dicendo che l’avrebbe sterilizzata e che avrebbe pensato a tutto lei.

“Mami, ma quella è una siringa per cavalli!”

“Le ho sempre fatte io le punture ai miei figli!”

“E sono ancora vivi? Davvero ti voglio bene, ti ringrazio, ma quel fucile non incrocerà mai il mio sedere. Ho visto che c’è un ambulatorio qui vicino, domani andrò là.”

Ho passato una notte e un giorno intero in casa solo con la Mami sul divano, come madre e figlio vedendo tutti i programmi tv possibili ed immaginabili, comprese le televendite in Spagnolo. Sono stato, sfamato, curato e coccolato come fossi a casa mia.

Si può essere poveri, ma si può essere ricchi di amore e in questo la Mami è stata ed è una delle donne più ricche che abbia mai incontrato. Ci siamo anche abbracciati come davvero solo una mamma è in grado di fare.

Nel frattempo…

Max e Gigi avendo ancora la macchina a noleggio pagata per due giorni si improvvisano taxisti, portando i turisti dal centro del paese alla discoteca locale racimolando soldi preziosi per mangiare.

Cosa dire l’inventiva a Max non è mai mancata, ma questi due si sono superati!

“Ru, ti senti meglio?”

“Si, si decisamente! Incomincia solamente a farmi male il culo! (Saranno 14 le punture totali!) Oggi ti raggiungo in spiaggia!”

Cuba primi passi verso la felicità, Havana

Il mio… decisamente un viaggio cazzuto!

Avevo già la consapevolezza che questo viaggio sarebbe rimasto impresso nella mente per sempre, oggi a distanza di anni è ancora il viaggio che mi ha emozionato maggiormente.

L’ultimo giorno seduto in aeroporto, aspettando il volo che ci avrebbe riportati a casa io e Max ci scambiamo opinioni.

“Continuo a ripensare alla nostra avventura, non ne sono ancora pienamente consapevole, tu l’avresti mai immaginata così?”

Max sorride ed esclama “Avremmo potuto optare per il classico villaggio… “all inclusive” ! Una vacanza!”

Non sarebbe stata però la stessa cosa, non sarebbe stato un viaggio

“Hai ragione… non sarebbe stato un viaggio”

Instagram: trip_and_smile

Ciao! Siamo Rubens e Serena di Pavia Viaggia.

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